Il metodo di indagine che ha rivoluzionato la comprensione della mente criminale
La Folgorazione sulla via dello Streaming
Ho iniziato a riguardare, insieme a mio figlio quasi maggiorenne, la serie tv Mindhunter. Un capolavoro assoluto distribuito da Netflix nel 2017, basata sul libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano (Mindhunter: Inside the FBI’s Elite Serial Crime Unit), scritto da John E. Douglas e Mark Olshaker.
La prima volta che la vidi rimasi folgorato: ambientazione anni ’70 perfetta, un ritratto dell’FBI quasi innocente ed arretrato e un tema affascinante che vi racconterò tra breve.
Ricordo che la divorai, in cuffia, nel silenzio delle notti in cui mi dedicavo a scrivere progetti e idee.
Fu al terzo episodio della prima stagione che qualcosa si insinuò sotto la mia pelle come un parassita: Avevo avuto davanti questa miniera d’oro senza prestarci attenzione.
Eccolo il grande tema legato alla visione che oggi porto agli imprenditori illuminati: la Gestione della Conoscenza.
Nella serie, i protagonisti Holden Ford, negoziatore frustrato dell’FBI, e l’agente Bill Tench del reparto scienze comportamentali sviluppano la loro unità visitando la California per intervistare Edmund Kemper, noto anche come “Co-ed Killer”.
Se volete conoscere la sua storia, ve lo consiglio, vi lascio il link: https://it.wikipedia.org/wiki/Edmund_Kemper

Vengono usate per la prima volta parole come “OMICIDA SEQUENZIALE” che in seguito diventeranno due parole riconosciute in tutto il mondo: SERIAL KILLER.
Durante l’intervista con Kemper, un assassino articolato e intelligente che ha ucciso dieci persone, inclusa sua madre, Holden rimane affascinato dalla lucidità con cui descrive i suoi crimini e le sue motivazioni. Questo incontro fornisce agli agenti informazioni preziose sulla psicologia dei serial killer.
Da qui nasce l’esigenza di custodire queste informazioni, catalogarle e utilizzarle per formare gli agenti.
Di creare una NUOVA TASSONOMIA per classificare nuovi comportamenti ed azioni.
Mi esplode un lampo nella testa (devo farmi vedere da uno bravo!): questa è… la prima KNOWLEDGE BASE sui Serial Killer!
Lo riscrivo in italiano: questa è la prima CONOSCENZA DI BASE sui Serial Killer.
Conoscenza di Base Aziendale. Statale. Ma pur sempre aziendale.
Questo avviene quando, parallelamente, la consulente di psicologia Wendy Carr entra in scena. Dopo aver esaminato le trascrizioni delle interviste, riconosce il valore scientifico della ricerca e si offre di aiutare a strutturare metodologicamente lo studio.
La Costruzione della FBI Knowledge Base
Dalla Raccolta Dati alla Creazione di un Sistema di Conoscenza Innovativo
Nell’episodio 3 della prima stagione di Mindhunter emergono diversi elementi chiave relativi alla costruzione di una knowledge base sui serial killer:
- Interviste strutturate: L’intervista con Edmund Kemper rappresenta il primo vero tentativo di raccogliere dati sistematici da un serial killer. Gli agenti iniziano a sviluppare un metodo per estrarre informazioni rilevanti attraverso conversazioni dirette.
- Documentazione metodica: La trascrizione delle interviste e la loro analisi segna l’inizio di un archivio documentale sui comportamenti criminali seriali.
- Approccio scientifico: L’introduzione della Dr.ssa Wendy Carr sottolinea la necessità di una metodologia scientifica rigorosa per organizzare e analizzare i dati raccolti.
- Categorizzazione: Si inizia a intravedere il tentativo di categorizzare i comportamenti e le motivazioni dei serial killer, gettando le basi per una futura tassonomia.
L’utilizzo della FBI Knowledge Base
L’aspetto più affascinante e ben rappresentato è l’utilizzo pratico di questa Knowledge Base: identificare altri soggetti che, attraverso il loro modus operandi, si inseriscono in uno schema riconoscibile.
Era in un’epoca in cui le segretarie dovevano censurare i termini “scurrili” e “indecenti” nei rapporti scritti dagli agenti, armandosi di macchina da scrivere, toner e cancellino.
Con mezzi rudimentali come schede perforate, registratori a cassette e classificatori metallici, sono riusciti a costruire un sistema di gestione della conoscenza che ha rivoluzionato le indagini criminali.

History / Pattern / Profile
Come potete vedere nell’immagine di copertina di questo articolo, le tre parole chiave “History / Pattern / Profile” rappresentano i pilastri fondamentali del metodo di profilazione criminale sviluppato dall’FBI:
- History (Storia): Si riferisce alla raccolta sistematica del background e della storia personale dei criminali intervistati. Studiando le esperienze formative, i traumi infantili, lo sviluppo psicosessuale e le relazioni familiari dei serial killer, gli investigatori possono identificare fattori comuni che contribuiscono allo sviluppo di comportamenti criminali violenti.
- Pattern (Schema): Riguarda l’identificazione di modelli ricorrenti nei comportamenti criminali. Questi includono il modus operandi, la selezione delle vittime, i rituali durante il crimine, e la progressione o evoluzione dei metodi nel tempo. Riconoscere questi schemi permette agli investigatori di collegare crimini apparentemente non correlati e prevedere comportamenti futuri.
- Profile (Profilo): È il prodotto finale dell’analisi, un ritratto psicologico dettagliato del probabile colpevole basato sugli schemi comportamentali e sulle prove della scena del crimine. Il profilo può includere caratteristiche come età, occupazione, background sociale, tratti di personalità e possibili motivazioni, aiutando gli investigatori a restringere il campo dei sospetti.
Insieme, questi tre elementi formano la spina dorsale della knowledge base dell’FBI sui serial killer, trasformando esperienze aneddotiche in un sistema scientifico strutturato per comprendere, categorizzare e anticipare il comportamento criminale seriale. Questo approccio ha rivoluzionato le tecniche investigative, consentendo alle forze dell’ordine di risolvere casi che prima sembravano impenetrabili.
A questo punto, incuriosito dalla mia scoperta e affascinato dal ripercorrere tutta la serie, mi sono fatto aiutare dall’AI per trovare tutti i punti di contatto con la Knowledge Base dell’FBI, per capire come questa sia stata usata attivamente nella lotta al crimine e, nello specifico, agli omicidi seriali.
Confronto con il Resto della Prima Stagione
Analizzando l’intera prima stagione, possiamo osservare come il processo di costruzione della knowledge base evolva significativamente:
- Espansione del campione: Nelle puntate successive, gli agenti intervistano altri serial killer come Monte Rissell, Jerry Brudos e Richard Speck, ampliando il database e permettendo confronti trasversali tra casi diversi.
- Sviluppo del questionario: A differenza dell’approccio più improvvisato dell’episodio 3, nel corso della stagione viene elaborato un questionario standardizzato per garantire la comparabilità dei dati raccolti.
- Formalizzazione della ricerca: L’unità ottiene gradualmente riconoscimento istituzionale e finanziamenti, permettendo una strutturazione più formale della knowledge base.
- Applicazione pratica: La knowledge base inizia a essere utilizzata in casi attivi, dimostrando la sua utilità operativa oltre che teorica, in particolare nel caso di Altoona e in quello finale di Beverly Jean.
- Evoluzione concettuale: Si passa dal semplice studio dei “mostri” a una comprensione più sfumata della psicologia criminale, con l’introduzione di concetti come la “firma” del killer, diversa dal semplice modus operandi.

Knowledge Base: Il Ponte tra la Criminologia e l’Impresa Moderna
Esattamente come l’FBI ha rivoluzionato la lotta al crimine attraverso la costruzione metodica di una knowledge base sui serial killer, oggi le aziende hanno l’opportunità di trasformare radicalmente il loro approccio alla gestione della conoscenza.
La mia missione professionale si allinea perfettamente con questa visione: portare la potenza di una knowledge base strutturata all’interno delle organizzazioni. Non si tratta semplicemente di raccogliere informazioni, ma di:
- Creare una tassonomia aziendale: Proprio come l’FBI ha dovuto sviluppare nuove classificazioni per comprendere i serial killer, le aziende devono creare un linguaggio comune per categorizzare la propria conoscenza unica.
- Implementare metodi di raccolta sistematica: Le “interviste strutturate” dell’FBI trovano il loro parallelo aziendale nell’estrazione metodica della conoscenza tacita dai collaboratori esperti.
- Analizzare schemi e modelli: Come i profiler cercano “pattern” nel comportamento criminale, le organizzazioni possono identificare modelli di successo replicabili nei propri processi.
- Rendere operativa la conoscenza: La vera potenza della knowledge base dell’FBI si è manifestata quando ha iniziato a risolvere casi reali; analogamente, una knowledge base aziendale deve tradursi in vantaggio competitivo concreto.
Nel mio lavoro quotidiano con imprenditori illuminati, vedo la stessa “folgorazione” che ho provato guardando Mindhunter: la consapevolezza che esiste un patrimonio di conoscenza incredibile ma non strutturato, che rischia di andare perduto o di rimanere inutilizzato.
Ecco perché aiuto le organizzazioni a costruire la loro “Unità di Scienze Comportamentali” interna, capace di catalogare, analizzare e rendere fruibile il proprio sapere unico. Non si tratta solo di implementare strumenti tecnologici, ma di instillare una vera cultura della conoscenza.
Come l’FBI ha trasformato l’investigazione criminale passando dall’intuizione alla scienza, così le aziende possono evolvere dalla gestione improvvisata dell’informazione a un approccio strategico alla conoscenza organizzativa.
La Knowledge Base non è solo uno strumento: è un cambio di paradigma. Ed è esattamente ciò che porto ai miei clienti – la possibilità di trasformare la conoscenza da risorsa dispersa a vantaggio competitivo strutturato.
Questa evoluzione riflette il vero sviluppo storico dell’Unità di Scienze Comportamentali dell’FBI, che ha portato alla creazione del moderno sistema di profilazione criminale e alla classificazione dei serial killer utilizzata ancora oggi.
Se avete l’esigenza di confessare qualsiasi cosa, la mia unità operativa è pronta ad ascoltarvi con la massima riservatezza ed a schedarvi prontamente.
Vi aspetto in ufficio.

