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E’ una bella storia di connessioni, quella di Fitt, a partire dal suo prodotto – tubi da cui scorrono acqua, fluidi, gas e polveri connettendo un utilizzatore all’altro e un macchinario all’altro, 320 milioni di metri di tubi prodotti ogni anno, un milione di metri prodotti ogni giorno ed inviati nel mondo –  per finire alla visione imprenditoriale che la connota dalla sua fondazione, nel 1969, ad oggi.

Fitt lavorando metodicamente e sottotraccia è diventata in meno di cinquant’anni lo standard industriale di un comparto ed una eccellenza europea del Making in Italy di settore, 850 dipendenti e nove stabilimenti – ma la sua accelerazione inizia ora.

L’impresa ha capito che la tecnologia, la comunicazione digitale, ma non solo, ha cambiato per sempre anche il contesto relazionale e le aspettative delle persone, del mercato e dei suo collaboratori, perciò ha deciso di accettare il cambiamento e di rilanciare e: connessioni, relazioni, empatia, apertura comunicativa, condivisione, studio ed accettazione piena dell’ecosistema attuale di “cambiamento permanente” per una capitalizzazione culturale della leadership industriale.

La forza che sta dimostrando Fitt oggi non sta nella semplice comunicazione “di voler cambiare”, ma nello sforzo che sta producendo per  “supportare il cambiamento”, creando un sistema aziendale che metta le persone in grado di contribuire, di rischiare cose nuove e diverse -sbagliando, magari – e le idee in grado di crescere sino a diventare azioni.  Un supporto a tutto tondo, logistico, organizzativo, architettonico-funzionale, di risorse umane e tecnologiche.

Collaborazione con le università, ricerca e sviluppo, apertura alle connessioni con gli interlocutori più imprevedibili, fondazione di un Digital Innovation Center aziendale, focus verso l’utenza finale nella consapevolezza che l’ecosistema economico da oggi in poi è peer to peer, gratitudine e responsabilità verso il territorio locale.

L’obiettivo è virtuoso: diventare anche nei fatti un vivaio di eccellenza culturale italiana, un’azienda che attiri i talenti migliori in grado di contribuire a spingere l’impresa verso territori che non sono ancora noti, ma non per questo sono inesistenti o inospitali.

In questa visione, il fatto che in due anni l’azienda sia stata in grado di pensare, produrre e distribuire un prodotto dedicato, per la prima volta nella sua storia, al consumatore finale – un tubo estensibile, già premiato per design e qualità – diventa quasi un dettaglio.

Brava Fitt e buon lavoro.

 

 

 

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